Nel libro degli ospiti i commenti delle migliaia di visitatori che la mostra ha raccolto da tutto il mondo
“Spazio meraviglioso per un artista unico”.
Se la mostra di Giorgio de Chirico è stata dedicata al Sole della Metafisica, il MACc, Museo d’arte contemporanea del Carmine di Scicli, è stato visto come un faro per la cultura e per il territorio ben oltre i confini della provincia.
È terminata la grande mostra con 50 opere originali di Giorgio de Chirico, promossa da Sikarte con l’amministrazione comunale di Scicli al Museo MACc, dove dal 17 maggio scorso gli oli del maestro della Metafisica sono stati messi in relazione a sedici foto di quattro grandi fotografi siciliani che hanno nella loro poetica una dimensione dechirichiana: Giuseppe Leone, Giovanni Chiaramonte, Armando Rotoletti e Pino Ninfa.
A trarre il bilancio della grande iniziativa culturale è il sindaco di Scicli, Mario Marino.
Migliaia di studenti, provenienti dalle scuole di ogni ordine e grado della Sicilia orientale, da Barcellona Pozzo di Gotto a Gela, passando per Giarre, Lentini, Francofonte, Ragusa Comiso, Vittoria e Modica hanno visitato la mostra in compagnia dei loro insegnanti in questo primo scorcio di autunno, aggiungendosi ai visitatori di ogni parte del mondo: Giappone, Cina, Damasco, Stati Uniti, Spagna, Paraguay.
Appassionati d’arte e turisti hanno firmato il libro degli ospiti lasciando un commento, una riflessione, una emozione. Tra i siciliani il pensiero più ricorrente è: il MACc non rappresenta solo un attrattore culturale per Scicli, ma è patrimonio di tutto il territorio dell’Isola. Basti pensare che la precedente mostra di de Chirico in Sicilia risale e ben 23 anni fa e fu realizzata a Palermo.
La mostra è stata curata dal professor Lorenzo Canova e approvata dalla Fondazione de Chirico che ha accolto la proposta di Sikarte di una indagine estetica sul rapporto tra de Chirico e la Sicilia (il nonno paterno era un nobiluomo palermitano), la Magna Grecia di cui de Chirico riteneva di essere figlio da un punto di vista culturale.
I visitatori della mostra hanno rimarcato la straordinarietà della presenza di un autore così importante nella storia dell’arte mondiale in una città che dell’arte contemporanea ha fatto un attrattore capace di generare anche economia, come testimoniato dalle attività private che hanno beneficiato di questa nuova e significativa presenza di pubblico anche internazionale.
A questo si aggiunga l’attenzione della stampa nazionale, dal Tg5 a L’Espresso a Il Sole 24 ore che hanno recensito e promosso mostra segnalandola tra gli appuntamenti culturali del Paese.
I più emozionati? I collezionisti privati proprietari delle opere concesse in prestito: per loro il Convento del Carmine di Scicli si è rivelato un luogo magico.



